12/12/2020

Alfabetizzazione mediatica e scuola: un legame necessario

“L'educazione ai media è di importanza vitale (…) così come lo è stata l'alfabetizzazione all'inizio del XIX secolo”

 

L'alfabetizzazione mediatica permette ai cittadini di ogni età (soprattutto età scolare, la più delicata) di orientarsi nel caotico mondo dell'informazione e di prendere decisioni consapevoli; la necessità del nostro tempo è quella di contribuire in maniera cruciale a insegnare ai giovani come utilizzare le notizie in maniera utile e responsabile. Il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale ha reso note le linee portanti della strategia nazionale in tema di alfabetizzazione mediatica, contenute nel Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), previsto dalla legge “La Buona Scuola”, che mette al centro l’innovazione del sistema scolastico e le opportunità dell’educazione digitale: “L’alfabetizzazione mediatica, la capacità di accesso, comprensione critica e interazione con i media non è mai stata così importante come nella società di oggi. Permette di navigare tra le notizie e di prendere decisioni meditate. L’alfabetizzazione mediatica è importante per capire quanto le informazioni presenti sui media (e la loro qualità, chiaramente) possano manipolare la realtà e portarci a fare considerazioni errate. Ecco perché dobbiamo essere consapevoli di quello che leggiamo e avere abbastanza capacità e spirito critico nel comprendere la veridicità e l’affidabilità delle notizie, oltre a essere consapevoli dei principi etici e legali chiamati in causa con l’utilizzo delle tecnologie digitali.” E’ chiaro che è compito delle istituzioni scolastiche infondere questa consapevolezza negli studenti - futuri cittadini - e gli allievi possono sviluppare le loro competenze mediali se hanno la libertà di fare esperienze, supportati dai propri docenti e in un ambiente protetto come quello scolastico. In Europa questa necessità è già da tempo condivisa anche dalle istituzioni comunitarie. Ad esempio, il Commissario europeo responsabile della Società dell'informazione e dei media, la lussemburghese Viviane Reding (in carica fino al 2010), aveva sintetizzato dichiarando che "al giorno d'oggi l'educazione ai media è di importanza vitale per poter esercitare una cittadinanza piena e attiva, così come lo è stata l'alfabetizzazione all'inizio del XIX secolo”. Partendo da quest’ultima affermazione, la media literacy è un nuovo linguaggio da comprendere e sperimentare attraverso una guida affidabile sia per gli studenti che per i docenti, quanto i genitori: e un progetto come PROMETHEUS - Professionals Media Empowerment through Educational Suitability, risponde a questo tipo di esigenza. Un progetto Erasmus + di cui CSCI è partner insieme a Združenje KUD Parzival – Slovenia, UNIVERSITATE LUCIAN BLAGA DIN SIBIU – Romania, Liceo Ginnasio Statale Cairoli – Italia, Osnovna Waldorfska Skola – Croazia, Universidad Internacional Isabel I de Castilla – Spagna. PROMETHEUS, destinato all’educazione primaria e secondaria, è un progetto essenziale; questo perché l’alfabetizzazione mediatica ha ruolo decisivo nella promozione della cittadinanza attiva e la sua inclusione nella sfera educativa è condizione capitale per formare menti critiche in grado di analizzare e valutare i diversi prodotti multimediali, sapendone interpretare l’estetica - cioè le caratteristiche specifiche - degli elementi che compongono il prodotto multimediale.

 

 

 

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