09/11/2021

CSCI & CIRCLE LAB: le interviste nello specifico

CIRCLE-LAB, il progetto Erasmus + che vede CSCI Novara e Sviluppo Chimica S.p.A tra i partner italiani, insieme a insieme a Aelardalens Hoegskola – Svezia, Eco logic – Macedonia, Rudbeckianska Gymnasiet – Svezia, Non-formal Learning Club "We" – Lituania, Sou Orde Chopela – Macedonia, Kaunas Dainava Basic School – Lituania, Universidade Da Coruna – Spagna, intende diventare un riferimento nello sviluppo di competenze per la chimica circolare e ottenere la massima adesione e partecipazione da parte degli individui e delle organizzazioni coinvolte in nella rete di ogni partner, al fine di offrire servizi e supporto alle attività di apprendimento sulla chimica circolare, con un impatto significativo sul coinvolgimento delle scuole e degli insegnanti potenziali nel campo della chimica circolare che può avere un effetto moltiplicatore a livello nazionale

il progetto svilupperà i Moduli Didattici CIRCLE-LAB con lo scopo di migliorare e implementare l’educazione alla chimica tradizionale nei vari paesi. Per sviluppare tale toolbox (insieme di contenuti informatici modulari relativi agli argomenti selezionati) i partner dovranno prendere in considerazione le buone pratiche esistenti raccolte attraverso progetti UE e non UE e la loro precedente esperienza nel campo. E questo è il motivo per cui sono stati intervistati tre gruppi di soggetti interessati: Insegnanti, Università e Industrie, al fine di ottenere il meglio dalle pratiche esistenti e dai suggerimenti degli stakeholder rilevanti.

Gli istituti coinvolti dai partner italiani del progetto sono gli associati Federchimica, ITI OMAR di Novara, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e il Direttorato per l’Energia, i Trasporti e il Clima, entrambi con sede a Ispra, oltre al Politecnico di Milano, Università di Bologna, AIRI-Associazione Italiana per la ricerca industriale, l’Istituto Leonardo da Vinci di Borgomanero e IBIS - Consorzio Innovative BIo-Based and Sustaible products and processes. Nello specifico, le interviste sono state fatte telefonicamente ad esperti del settore e agli insegnanti di chimica e biologia e scienze generali.

Alla domanda “Parli regolarmente di questioni e argomenti di Economia Circolare e Chimica Sostenibile con i tuoi studenti?”, uno degli insegnanti intervistati afferma “Sì, essendo nel curriculum, in chimica 1 e chimica 2. Questa parte del corso è un po' più leggera da comprendere per gli studenti, perché di solito pensano che sia bello vedere la connessione con la realtà. Il programma di chimica 1 riguarda l'acidificazione, il cambiamento climatico e così via. Tra gli strumenti didattici utilizzati anche anche documentari sul cambiamento climatico, ad esempio”.

Vengono anche realizzati dagli studenti materiali informativi e brochure (se non distribuiti dal docente), e altre presentazioni su temi specifici di Sostenibilità (inclusa l'Economia Circolare), oltre a lezioni organizzate in collaborazione con aziende di settore legate alla sostenibilità. Non sono neppure trascurate attività di laboratorio a diretto contatto con la chimica sostenibile, come l'acidificazione, così come le visite esterne (ad Industrie e Infrastrutture pubbliche ecc.) che intendono lavorare in modo sostenibile riguardo ad esempio lo smaltimento dei rifiuti. Ma gli stimoli non finiscono qui: sono previste anche iniziative legate a premi e competizioni internazionali (“Eco Living”, ad esempio), dove gli studenti devono riflettere su problemi riguardanti la produzione alimentare e trovare soluzioni diverse sull'inventare scelte sostenibili sullo smaltimento dei rifiuti, forniture idriche ecc. Non sono mancate le domande relative ad un futuro lavorativo: “Come dovrebbe apparire il CV di un esperto arricchito con Economia Circolare in relazione al curriculum scolastico? Nel curriculum scolastico l'economia circolare non è realmente menzionata rispetto al curriculum nazionale, ma la sostenibilità lo è. Gli insegnanti lo fanno se lo desiderano come optional. Dovrebbe essere incluso, ma gli insegnanti dovrebbero discutere gli argomenti preferiti da includere nel curriculum”.

Il progetto, quindi, si sta sempre di più dimostrando a stretto contatto con la realtà quotidiana, scolastica e aziendale.

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