01/12/2021

CSCI&CIRCLE LAB: nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto dipende da come ti comporti

“Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”: parole del grande scienziato francese Antoine-Laurent de Lavoisier, vissuto nella seconda metà del ‘700. Malgrado siano passati secoli, questa frase si adatta molto bene anche ai nostri giorni: eliminare gli scarti. L'aumento della popolazione mondiale, i costi energetici e ambientali nella produzione di materie prime e il livello di inquinamento divenuto insostenibile richiedono oramai un approccio completamente diverso per soddisfare i nostri bisogni. La quantità di risorse necessarie deve essere trovata all'interno di quelle esistenti e disponibili, ossia trasformando i beni giunti al termine della loro vita utile. Ecco perché è così importante l'economia circolare, che fa della propria bandiera la valorizzazione del riuso dei prodotti a fine ciclo vita e il riciclo dei materiali di recupero. Tutto deve trovare una propria seconda vita: quelli che nel sistema tradizionale sono considerati rifiuti diventano una vera e propria risorsa. Questo approccio inizia anche dal design: un prodotto deve essere pensato per durare il maggior tempo possibile, per essere riparabile e - alla fine dei suoi giorni - per poter essere scomposto in modo che ogni sua parte trovi un altro utilizzo. Un ambiente economico, in pratica, dovrebbe funzionare come uno biologico. In natura infatti tutto è funzionale e tutto si rigenera: il concetto di scarto non esiste perché di fatto il “rifiuto” diventa la base per lo sviluppo di altre forme di vita in un quadro generale di equilibrio. L'economia circolare diventa così un paradigma di sostenibilità: non è una filosofia astratta, ma una nuova concezione per il design di processi industriali. Tutto questo è certamente compito del mondo aziendale e produttivo ma noi come cittadini, quali abitudini possiamo introdurre nella nostra vita per riuscire a diminuire la nostra impronta ecologica, sapendo che la chimica circolare non è solo una teoria ma una pratica dove ognuno deve fare la propria parte? Basta partire dai gesti più semplici, come la collocazione corretta di quel che avanza nei bidoni della pattumiera, ad esempio. In questo modo l'olio di frittura può diventare carburante, le bottiglie trasformarsi in tessuto in pile e le bucce di patata in concimi e fertilizzanti. Ecco alcune semplici regole:

  1. utilizzare la bicicletta o i mezzi pubblici;
  2. scegliere il più possibile prodotti senza imballaggi;
  3. pulire casa in modo ecologico usando i prodotti con il simbolo Ecolabel (una margherita con il cerchio dell’Unione Europea) oppure utilizzare solo prodotti del tutto naturali quali il bicarbonato, l’aceto, il limone, l’olio di soia ecc.
  4. evitare di acquistare bottiglie in plastica;
  5. non sprecare acqua;
  6. utilizzare impianti ad alta efficienza energetica (classe A, illuminazione a basso impatto) ed energia prodotta da fonti rinnovabili;
  7. imparare a suddividere i rifiuti praticando un’attenta raccolta differenziata;
  8. scegliere cibo biologico e a km zero e non consumare carne più di due volte a settimana, dato che il processo produttivo della carne è molto più inquinante di quello vegetale.
  9. Non sostituire per motivi consumistici strumenti elettronici (cellulari, PC, televisori, ecc)

In quest’ottica, CIRCLE LAB, un progetto Erasmus + di cui CSCI è partner italiano oltre a Sviluppo Chimica S.p.A, è fondamentale. Non solo riunisce eccellenze italiane (tra i partner associati quali Federchimica, ITI OMAR di Novara, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e il Direttorato per l’Energia, i Trasporti e il Clima, entrambi con sede a Ispra, Politecnico di Milano, Università di Bologna, AIRI -Associazione Italiana per la ricerca industriale, l’Istituto Leonardo da Vinci di Borgomanero e Consorzio IBIS) ma anche straniere, quali Maelardalens Hoegskola (Svezia) come capofila, Eco Logic e SOU Orde Chopela (Macedonia), Rudbeckianska gymnasiet (Svezia), Non-formal learning club "WE" e Kaunas Dainava Basic School (Lituania) e Universidade da Coruna (Spagna); è inoltre a stretto contatto con l’ambiente scolastico, prevedendo un quadro educativo specifico per l'insegnamento della chimica circolare appositamente studiato per gli studenti della scuola secondaria, proprio per agire alla base della mancanza di interesse per le materie scientifiche e tecnologiche, punto di svolta per una nuova visione (più ecologica) del mondo. Il futuro è la chimica circolare. Il futuro è CIRCLE LAB.

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