13/05/2022

CSCI&NEW TIMES: INCLUSIONE COME VALORE, ESCLUSIONE COME DOLORE SOCIALE

Nel 2007,  tre ricercatori americani - Kip Williams, Christopher Cheung e Wilma Choi - sviluppano Cyberball, uno strumento che consente di riprodurre – e analizzare - il dolore del rifiuto sociale in laboratorio. Tale esperimento consiste in un virtuale gioco della palla tra tre giocatori: il partecipante e due avversari.
Questa versione di Cyberball deriva (dal tutto fuorché virtuale) esercizio della palla, utilizzato in psicologia per rendere evidenti le connessioni tra individui di un gruppo e, nella versione “online” ideata da Williams, Cheung e Choi, viene utilizzato dai tre ricercatori per studiare gli effetti dell’ostracismo.

Cyberball è facile da giocare: è sufficiente fare clic su un altro giocatore per passare la palla. Inizialmente, il gioco agisce in maniera del tutto regolare, con il partecipante e i due giocatori virtuali che si passano la palla tra di loro. Ma inaspettatamente la situazione cambia. I due giocatori virtuali smettono di passare la palla al partecipante e continuano a passarsi la palla tra di loro, come una squadra. Il partecipante è stato escluso dal gioco.

Gli studi che hanno monitorato le reazioni degli esclusi, ottenuti attraverso le tecniche di mapping cerebrale, parlano chiaro:  i partecipanti che hanno sperimentato l’esclusione, riportano sentimenti di frustrazione, ansia e nervosismo, mentre i partecipanti inclusi si dichiarano amichevoli, rilassati e a proprio agio. Gli effetti dell’esclusione sono visibili anche nella manifestazione di reazioni di shock e di tradimento.  Queste reazioni prettamente affettive riguardano in genere la risposta iniziale all’ostracismo (chiamata “fase di riflesso”, reflexive stage). Nella fase immediatamente successiva le persone elaborano una strategia di risposta: la prima, chiamata “Fight or flight” (combatti o fuggi); la seconda, che risponde al nome di “Tend and befriend” (che può essere tradotta come “Fase del dimostrare cura e amicizia”). Nel rispondere all’esclusione, si attivano le parti più primitive: nella prima strategia di risposta, “fight or flight response”, gli esclusi affrontano direttamente gli altri membri forzando la propria appartenenza al gruppo, svalutando i “colpevoli” dell’esclusione, assumendo comportamenti negativi e diventando più competitivi, aggressivi e violenti (da qui “Fight”); oppure “sfuggendo” al gruppo (fisicamente e/o psicologicamente) e al rifiuto che esso rappresenta, disidentificandosi con il gruppo, o cercando una nuova appartenenza (cioè, “Flight”).

In alcuni (e rari) casi, le persone escluse rispondono positivamente (è la fase “Tend and befriend response”): cioè reagendo in maniera socialmente costruttiva al rifiuto, ad esempio conformandosi alla norma del gruppo, sostenendolo e impegnandosi nelle attività, il tutto mostrandosi sempre amichevoli.  Ma quello che dovrebbe far meditare, è quando nelle persone escluse si attivano risposte caratterizzate da aggressività estrema: Il rifiuto e l’esclusione possono condurre a comportamenti antisociali. Successivamente, Lowell Gaertner e coll. (2008) hanno condotto uno studio con gruppi di quattro persone (tre collaboratori e un partecipante escluso) in cui si manipolavano la responsabilità dell’esclusione e l’entitatività (il termine con cui in psicologia sociale si intende la consapevolezza cognitiva di essere di fronte ad un aggregato umano definibile come "gruppo").  Il partecipante escluso, perfettamente conscio di esserlo, aveva la possibilità di rivalersi sui “colpevoli”, somministrando rumori molto forti e fastidiosi all’intero gruppo. I risultati, ovviamente, hanno mostrato maggiore aggressività espressa in seguito alla condizione di esclusione, andando anche ad approfondire la comprensione di alcune forme di violenza verso i gruppi (ad esempio, le sparatorie nelle scuole). Le persone ostracizzate talvolta riferiscono di provare dolore o di sentirsi come se avessero ricevuto una coltellata. Gli studi di risonanza magnetica hanno confermato che quando una persona viene esclusa da un’attività di gruppo, si attivano aree associate con l’esperienza del dolore fisico: l’insula anteriore e la corteccia cingolata anteriore. Chiunque di noi vorrebbe non essere il giocatore escluso, così come chiunque di noi avverte un bisogno connaturato di “appartenere”, di partecipare e di non essere ostracizzato. Roy F. Baumeister e Mark R. Leary (1995) sono stati coloro che hanno dedicato i propri sforzi scientifici a studiare il bisogno di appartenenza come bisogno universale di ogni essere umano, dotato di aspetti affettivi da non disprezzare e capace di procurare sofferenza quando non soddisfatto, indipendente da altri bisogni e dotato di funzioni proprie. Questo deve farci meditare su quanto sia necessario lavorare nella direzione dell’appartenenza e dell’inclusione, uniche risposte sensate alla paura del “diverso”.

Accoglienza, dialogo e non violenza: NEW TIMES, NEW European citizens! Tools for the Inclusion of Migrants in European Society, è un progetto Erasmus + che medita su questi concetti proponendo buone pratiche, metodi e strumenti per la formazione di migranti e rifugiati di paesi terzi come futuri cittadini europei consapevoli, responsabili e partecipativi di una comunità democratica, cioè atta a garantire la partecipazione di tutti alla definizione delle politiche pubbliche, compresi i gruppi più svantaggiati e che sono spesso i più lontani dal processo di costruzione europeo. NEW TIMES, rispecchiandosi nei valori fondanti dell'Unione europea - rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani - realizza percorsi di educazione civica europea rivolti a migranti e rifugiati, credendo che la soluzione stia nell’accoglienza intesa come educazione e partecipazione alla vita sociale e civile. NEW TIMES NEW European citizens! Tools for the Inclusion of Migrants in European Society è un progetto Erasmus + di cui CSCI Prometeo sono partner italiani, oltre alla partecipazione di Movimento Federalista Europeo, insieme al coordinatore KPMPC (Lituania), SHIPCON (Cipro), TIRANTES (Paesi Bassi), e EL OLIVAR (Spagna).

 

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