13/12/2021

CSCI& NEW TIMES – MIGRANTI: COSA DICE IL REPORT SULLA SITUAZIONE EUROPEA

Il report prodotto da NEW TIMES! è decisamente interessante. NEW TIMES! NEW European citizens! Tools for the Inclusion of Migrants in European Society il progetto Erasmus + che vede CSCI come partner italiano insieme a Prometeo, oltre alla partecipazione del Movimento Federalista Europeo, insieme al coordinatore KPMPC (Lituania), SHIPCON (Cipro), TIRANTES (Paesi Bassi), e EL OLIVAR (Spagna), fornisce uno spaccato illuminante sulla situazione migratoria in Europa.

I dati dichiarano che, ad esempio l'Olanda (chiaramente uno dei Paesi partner) mira a garantire che la migrazione proceda in modo sicuro e controllato, vantando i più alti tassi di inclusione (circa il 25% dei cittadini ha origini migratorie), basando la propria politica su alcuni pilastri, quali promuovere rotte migratorie legali, prevenire la migrazione irregolare, rafforzare l'accoglienza dei rifugiati e incoraggiare l'integrazione e la partecipazione.

Lituania

Il numero dei profughi in Lituania, per lo più siriani, è ancora oggi pressoché insignificante ma con un tasso di crescita che è andato progressivamente aumentando: in considerazione di tutto ciò, i percorsi di integrazione sociale considerati di primaria importanza riguardano l'apprendimento della lingua lituana, cosa che interessa le istituzioni statali e non. Oltre ai siriani, le persone da considerare straniere sono relativamente poche e provenienti da altri paesi europei (Ucraina, Russia e Bielorussia)

Cipro

il numero di rifugiati e richiedenti asilo a Cipro è aumentato drammaticamente, evidenziando sia l’alto tasso di razzismo nella società cipriota, sia problemi relativi a tassi di disoccupazione decisamente alti: i rifugiati possono arrivare senza alcuna documentazione relativa alle loro qualifiche o precedenti esperienze lavorative.

Italia

Oltre alle stime ufficiali - decisamente basse - sul numero di migranti e rifugiati residenti temporaneamente o stabilmente in Italia (i nuovi arrivi di migranti sono in diminuzione da alcuni anni), resta il problema dei migranti irregolari, il cui numero è piuttosto difficile da calcolare e costantemente variabile, data la relativa facilità di traversata del Mar Mediterraneo.

Spagna

La mancanza di un Piano Nazionale operativo per l'inclusione di nuovi migranti (i regolari rappresentano il 12% della popolazione) rende molto difficile – come già evidenziato per l'Italia – la creazione di un percorso educativo diretto che faciliti l'inclusione di migranti. La Spagna sta attualmente lavorando a un piano nazionale per l'inclusione, quindi le diverse amministrazioni stanno sostenendo le associazioni private che si occupano di migranti, ma senza un obiettivo comune.

In conclusione, al di là della percentuale di di accoglienza di un determinato Paese, non si può non tenere in conto che Paesi come la Spagna e l'Italia, sempre esposti ai flussi migratori, affrontano più di altri i problemi di milioni di persone che accettano il rischio di morire in cerca di una vita migliore da qualche parte in Europa. In tale contesto, è evidente che sia sempre più inevitabile una stretta collaborazione a livello europeo, che coinvolga tutti gli Stati membri per condividere le responsabilità di fronte alla necessità di gestire questo fenomeno. Oltre alla questione appena citata, da non sottovalutare neppure alcune altre considerazioni. La prima, sulla necessità di rafforzare i sistemi educativi, educando gli educatori: ciò sosterrà le scuole nell'accogliere i bambini richiedenti asilo e rifugiati e li aiuterà a imparare in modo più efficace. Inoltre, l’pprendimento della lingua locale per facilitare il percorso verso la cittadinanza europea per i migranti è un altro aspetto che quasi ovunque è tenuto in grande considerazione (ad eccezione dell'Italia, paese che che non sembra dare grande peso alla lingua come veicolo di integrazione). Infine, una raccomandazione proposta dal partner cipriota e che riguarda le donne immigrate: sostenere i programmi di assistenza all'infanzia per facilitare l'occupazione delle donne rifugiate.

 

 

 

 

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