13/05/2022

CSCI&PROMETHEUS: MEDIA EMPOWERMENT TOOLKIT, PARTE SECONDA: “FOR TOMMASO”

Il secondo modulo del Toolkit di media empowerment del progetto PROMETEHEUS - un kit, appunto, di strumenti educativi relativi ai media - nasce su iniziativa del Rotary Club Val Ticino di Novara, a seguito di un tragico evento. Il progetto, nato nel 2010 e intitolato “For Tommaso”, fu introdotto nelle scuole secondarie per contrastare quello stesso bullismo/cyberbullismo che aveva probabilmente spinto Tommaso, uno studente del Liceo Scientifico “Antonelli” di Novara, ad un gesto tragico. Il ragazzo, grande appassionato di computer e di internet, commise - agli occhi degli ignari al suo dolore - un atto inspiegabile, riconducibile alle trappole di internet.

La particolarità del progetto – riproposto appunto nel modulo di PROMETHEUS – è che si basa sulla “peer education”, cioè l’educazione tra pari: “For Tommaso” mira a creare gruppi di studenti che assumano il ruolo di "referenti" – cioè di “peer educator” - per i loro coetanei o gruppi di studenti più giovani. Tale metodologia è vincente, non solo perché ovviamente porta alla condivisione di informazioni, conoscenze e competenze ma anche perché i ragazzi sono molto più sensibili ai contenuti trasmessi dai loro coetanei: la vicinanza di età e le medesime esperienze li rende più attenti all'ascolto e più disponibili ad accettare suggerimenti e anche avvertimenti di pericolo. Soprattutto la costruzione di un contesto di dialogo emotivamente libero, privo di giudizio e di “ricerca del colpevole”, aiuta i ragazzi a intessere un rapporto fatto di scambio, dove imparare ad utilizzare internet e i social network sapendosi proteggere da eventuali pericoli, e, al tempo stesso, aiutando i coetanei a capire come utilizzare le tecnologie.

I temi affrontati – in maniera pratica – riguardano sia la legislazione, i rischi di un uso improprio di internet, sia che cosa si intenda per “comportamenti a rischio”, senza trascurare la formazione del “peer educator” sui delicati temi relativi a internet e sessualità. Non mancheranno anche incontri con figure appartenenti alle forze dell’ordine e con professionisti dell’informatica per affrontare temi riguardanti l’uso sicuro dei social networks attraverso gli smartphone.

Utilissime anche le situazioni simulate, una vera e propria sessione d’allenamento mentale, dove i giovani educatori, nel gruppo, sperimenteranno la possibilità di trovare risposte e/o soluzioni adeguate a domande e/o problemi dei pari. Al di là della meritevole iniziativa del progetto, davvero “L’educazione è il passaggio dalle tenebre alla luce”, visti anche i risultati di una recente ricerca italiana che riporta dati decisamente non incoraggianti: l'osservatorio Indifesa, realizzato nel 2020, fornisce risposte di 6.000 persone, dai 13 ai 23 anni: Il 68% di loro dichiara di aver assistito a episodi di bullismo o cyberbullismo, mentre il 61% ne è vittima.

Sia ragazzi che ragazze esprimono sofferenza per episodi di violenza psicologica da parte di coetanei (42,23%) e in particolare il 44,57% delle ragazze riferisce il forte disagio provato nel ricevere online commenti sessuali non graditi, mentre l'8,02% delle ragazze ammette di aver subito atti di bullismo o cyberbullismo, percentuale che sale al 14,76% con i ragazzi.

Inoltre, il 3,9% degli studenti delle scuole superiori e il 13,8% degli studenti delle scuole medie ignora cosa significhi cyberbullismo, mostrando chiaramente così la loro totale vulnerabilità non solo di fronte all’argomento in sé ma soprattutto di fronte ad un possibile (e purtroppo non raro) attacco.

La cattiva notizia è che Internet può portare ad un'assenza di controllo emotivo e della normale "prudenza" utilizzata in un rapporto faccia a faccia. Gratificazione rapida quanto aleatoria e infondata, impulsi narcisistici, esibizionistici o distruttivi, portano molte persone a comportarsi come mai farebbero nella quotidianità. Le conseguenze dei messaggi negativi provenienti dal web, possono portare ad esiti tragici; non sono da sottovalutare e inducono a dipendenza, manipolazione, convinzioni di onnipotenza e un falso senso di appartenenza.

La buona notizia è che i risultati della “peer education”, già apprezzati in diverse scuole, sono positivi: un numero sempre più alto di istituti e docenti richiede sempre più l’intervento di “peer educators”, ottimi alleati nella costruzione di un rapporto sano e consapevole tra giovani e vita online: questo è ciò che farà PROMETHEUS, un progetto Erasmus + di cui CSCI è partner, insieme a Istituto Cairoli di Vigevano, Združenje KUD Parzival (Slovenia), Universitatea Lucian Blaga din Sibiu (Romania), Osnovna Waldorfska Skola – (Croazia) e Universidad Internacional Isabel I de Castilla (Spagna).

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, 13.05.2022

CSCI&PROMETHEUS: MEDIA EMPOWERMENT TOOLKIT, PARTE SECONDA: “FOR TOMMASO”

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