La recente frana di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, è tra i casi studio analizzati dal CSCI nell’ambito del progetto europeo EMMA – European training system for managing volunteers in climate disaster relief operations.
Nel gennaio 2026, le piogge intense e persistenti generate dal passaggio del ciclone Harry hanno provocato l’instabilità di un versante, causando un importante evento franoso. Se da un lato il sistema di protezione civile ha garantito l’attivazione delle procedure di emergenza, dall’altro il caso ha messo in luce il ruolo decisivo della mobilitazione civica spontanea nelle prime ore della crisi. La rapida auto-organizzazione di volontari ha dimostrato quanto il capitale sociale locale possa attivarsi in modo efficace, ma ha anche evidenziato la necessità di una migliore integrazione tra iniziative spontanee e strutture istituzionali.
Proprio a partire da esperienze come questa, il CSCI e i partner europei stanno completando una fase centrale del progetto EMMA: la raccolta e l’analisi di casi e buone pratiche sulla gestione del volontariato nelle emergenze climatiche. L’obiettivo è costruire un modello metodologico condiviso che tenga conto non solo delle procedure formali, ma anche delle dinamiche reali che emergono sul campo.
Tra i casi esaminati figura anche l’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna nel maggio 2023, causata da precipitazioni eccezionali (oltre 300 mm in 48 ore) su terreni già saturi. In quel contesto è emersa l’importanza di un coordinamento strutturato tra autorità, tecnici e volontari, sostenuto da sistemi informativi chiari e da una gestione organizzata delle squadre. L’esperienza ha mostrato come una collaborazione multilivello ben definita possa ridurre i tempi di risposta e migliorare il supporto alle comunità colpite.
L’analisi comparata di questi eventi sta contribuendo alla definizione di un quadro metodologico che sarà alla base del sistema formativo EMMA. Il lavoro in corso – che include raccolta di buone pratiche, interviste a funzionari pubblici e momenti di confronto con i volontari – punta a rendere la gestione del volontariato nelle emergenze climatiche più efficace, coordinata e sostenibile, soprattutto nei comuni di piccole e medie dimensioni.
Il valore aggiunto del progetto non è solo tecnico, ma relazionale: rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadini attivi, chiarire ruoli e responsabilità e trasformare le esperienze maturate in strumenti concreti e replicabili a livello europeo.